ERBE DI CAMPO DA GUSTARE

La primavera è arrivata.
E le sue tiepide giornate soleggiate aiutano i prati a colorarsi e profumarsi. Sono infatti numerosi le erbe e i fiori che troviamo in questo periodo.

Alcune di queste “erbe di campo” sono anche ottime da gustare.
Vogliamo raccontarvi delle erbe spontanee che si possono facilmente trovare in questo periodo. Vediamo se già le conoscete!

Il TARASSACO

Comunemente conosciuto come dente di leone o soffione.
È chiamato “dente di leone” a causa della forma dentata delle foglioline, e “soffione” perché chiunque, da bambino, si è divertito a soffiare i suoi semi.

Il Tarassaco è un’erba di campo molto diffusa, cresce nei giardini, negli orti, lungo gli argini stradali, nelle aiuole, ma preferisce i suoli limoso-argillosi piuttosto freschi.
Come riconoscerla?
Ha una rosetta di foglie basali di colore verde acceso, con il margine dentato che generalmente termina a triangolo.
La parte gialla che chiamiamo “fiore” è in realtà un’infiorescenza, cioè un insieme di più fiori. I fiori sono, quindi, le numerose ligule color giallo.

È una pianta di rilevante interesse in apicoltura, infatti, fornisce alle api sia polline sia nettare, dal quale se ne può ricavare un ottimo miele monofloreale.

L’origine del nome Tarassaco deriva probabilmente dal greco “tarasso” che significa erba amara. È infatti da molto tempo noto l’utilizzo di questa pianta, dal gusto amarognolo, a scopo alimentare.
L’intera pianta è commestibile:

  • le radici tostate erano utilizzate come surrogato del caffè;
  • le giovani foglie verdi sono mangiate sia cotte che crude e hanno proprietà diuretiche;
  • i fiori sono usati, in alcune regioni, per preparare delle torte.

Una delle nostre ricette: Pasta al pesto di tarassaco
Ingredienti
100 g tarassaco
30g mandorle
olio extra vergine di oliva
30 g formaggio grattugiato
sale
pasta a piacere

Procedimento: Lavare le foglie di tarassaco e sbollentare in acqua salata per 5 minuti. Far raffreddare e strizzare bene le foglie, riporle in un robot da cucina con le mandorle, il formaggio grattugiato e olio extravergine di oliva. Frullare fino a ottenere un composto omogeneo. A parte cucinare la pasta e una volta cotta condirla con il sugo di tarassaco.

L’ORTICA

La conosciamo bene poiché ti sarà sicuramente capitato di toccarlo e ritrovarti la pelle tutta rossa e irritata.

Anche l’Ortica è un’erba spontanea che cresce nei prati incolti o lungo i bordi stradali.
A volte può essere confusa con altre specie simili, ma riconoscibile dalle ampie foglie disposte a croce, di forma lanceolata e con l’estremità appuntita e dai fiori di piccoli dimensioni di color giallastro.

Questa pianta è molto usata in erboristeria poiché facilita l’eliminazione di scorie accumulate nel sangue, combatte gotta, artriti e calcoli.

Ma il suo principale utilizzo risale all’età del Bronzo: dal suo fusto era ricavata una fibra resistente (simile alla canapa) con cui era possibile confezionare tessuti.

Tuttavia l’Ortica è principalmente conosciuta per il uso in cucina, in particolare per il risotto con i germogli. Ottimi anche per torte salate, ripieni e frittate.
Ma come raccoglierla senza rischiare di pizzicarsi?
Il consiglio è di utilizzare dei guanti di gomma. Vanno bene quelli in lattice, meglioguanti in gomma per lavare i piatti. Continuate ad utilizzare i guanti anche per maneggiarla durante le fasi di lavaggio e pulizia. 

Qual è la nostra ricetta?  Gnocchi alle ortiche
Ingredienti
200 g ortiche
100 g farina
50 g burro
300 g ricotta
50 g formaggio grattugiato
1 uovo
sale

Procedimento: Passare le cime di ortiche 2-3 minuti in padella senza olio ne burro. Una volta raffreddate, strizzale bene e mettile in un robot da cucina con la farina. Frulla fino ad ottenere un impasto verde. Aggiungi la ricotta, il formaggio, l’uovo e il sale poi impasta.
Dividi l’impasto in filoncini dello spessore di 2 cm e tagli i gnocchetti. Lessa in acqua bollente salata per 2 minuti, scola e servi con burro.

La SILENE

Nelle nostre zone conosciuti come Carletti o Schioppetini.
È una piccolo pianta erbacea , alta fino a 60–70 cm, che cresce ovunque diffusamente nei prati dalla pianura all’alta collina.

La Silene non è particolarmente appariscente, ma molto noti sono i suoi usi in cucina, si tratta infatti di un’erba di campo molto ricercata ed apprezzata.

Il nome comune (Schioppettini, Schiopetti, Strigoli,..) è probabilmente legato ai ricordi infantili di molti. Infatti si usava far “scoppiettare” i fiori: si chiudeva con le dita l’apertura del calice (la parte rigonfia da cui escono i petali) e si schiacciavano sul dorso della mano o sulla fronta producendo un sonoro scoppio.

La parte più apprezzata in cucina sono i giovani germogli. Ad inizio primavera si possono facilmente trovare le giovani piante nei prati, su terreni coltivati e incolti. Le foglie sono lanceolate e senza picciolo, di color verde-bluastro.

Ecco un’idea per gustarli: Frittata di carletti
Ingredienti
100 g carletti
½ cipolla
4 uova
sale
spezie a piacere

Procedimento: in una pentola antiaderente far soffriggere la cipolla precedentemente tagliata. Lavare e tritare a pezzetti i Carletti, aggiungerli al soffritto e far cuocere 5-10 minuti.
A parte sbattere le uova, aggiungere sale e spezie a piacere. Versare le uova nella padella, coprire e far cuocere la frittata girandola a metà cottura.

Vi abbiamo fatto venir fame?
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